L'opinione di Roberto Schifani: Agronomo,dirigente Assessorato Agricoltura e Foreste Regione Sicilia, Dipartimento Interventi Strutturali IX Servizio Regionale Assistenza Tecnica, Sperimentazione, Ricerca Applicata e Divulgazione email rschifani@regione.sicillia.it

 

LA POTATURA DELLA VITE

Introduzione

Quando parliamo di  potatura ci riferiamo ad una serie di operazioni , sia invernali che estive, che si possono effettuare nel vigneto sin dall’impianto, che hanno lo scopo di dare la forma voluta e di regolare la produzione sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo.

Consentono di equilibrare lo sviluppo aereo con quello radicale e predisporre la pianta per potere effettuare nel migliore modo possibile le altre operazioni colturali.

Gli interventi  effettuati nel periodo di riposo vegetativo, vengono definiti di potatura legnosa, mentre quelli effettuati nel periodo estivo di potatura verde.

 Di conseguenza la potatura si distingue in :  

1.   Potatura di impianto- trapianto.

Si ottiene predisponendo le barbatelle  alla messa a dimora con un leggero taglio alle radici.

2.   Potatura di allevamento o di formazione.

Serve a costituire la forma di allevamento e prepara la pianta all’entrata in produzione.

3.   Potatura di produzione.

Regola la produzione e lo sviluppo della pianta.

Sia la potatura invernale che quella estiva rientrano nella potatura di formazione e di produzione che per essere effettuata correttamente deve tenere in considerazione gli organi della produzione, il carico di gemme da lasciare, le caratteristiche delle diverse forme di allevamento, l’epoca, la legatura dei tralci, e la meccanizzazione.              

Organi della produzione.

La gemma è l’unità fondamentale della produzione.

In rapporto all’epoca di formazione e alla loro posizione  sulla pianta, si distinguono in gemme pronte, gemme ibernanti o dormienti, e gemme latenti.

Gemme pronte.

Sono le prime a formarsi e possono originare un germoglio più     o meno robusto (femminelle) già nel corso dell’anno.

In cio’ sono particolarmente stimolate dalle cimature estive dei germogli portanti, dalle caratteristiche del vitigno, e dalla posizione dei germogli stessi.

Gemme ibernanti o dormienti.

Costituiscono l’elemento principale per la produzione di uva.

Germogliano l’anno successivo alla loro formazione.

Normalmente dei tre apici che compongono la gemma ibernante, solo quello centrale germoglia e porta frutto.

Gemme latenti.

Sono le vecchie gemme ibernanti che si trovano alla base dei tralci recisi con la potatura che vengono inglobate dal legno in accrescimento, sul fusto e sulle branche.

 Calcolo del carico di gemme.

 La quantità delle gemme ibernanti da lasciare con la potatura è in relazione alla fertilità del vitigno, alla robustezza della pianta, alle distanze di impianto, alla forma di allevamento, ed alla quantità e qualità della produzione che si vuole ottenere.

Se ci troviamo di fronte una vite vigorosa, per cercare il migliore equilibrio vegeto produttivo, è conveniente lasciare una carica di gemme ibernanti piuttosto abbondanti, variabile in rapporto alla distanza di impianto ed alla forma di allevamento.

In presenza di viti che creano problemi di eccessiva vigoria, è consigliabile  oltre una potatura  ricca, lasciando una elevata carica di gemme,intervenire con l’adozione di altre tecniche quali la riduzione delle concimazioni azotate anticipando la potatura prima delle cadute delle foglie o ritardando la potatura.

Al contrario su viti deboli effettuerete una potatura povera con la contemporanea somministrazione di  concimazioni organiche favorendo un buon rigoglio vegetativo.

Quando la produzione di uva risulta qualitativamente e quantitativamente interessante, significa che la potatura dell’anno precedente è stata impostata correttamente, quindi sarà sufficiente

adottare gli stessi criteri , naturalmente con il favorevole andamento climatico e la buona scelta delle altre tecniche colturali.

Epoca di potatura.

Normalmente il vigneto potato presto germoglierà anticipatamente in primavera.

E’ consigliabile attendere la completa caduta delle foglie, in quanto nelle foglie ancora verdi sono presenti gli zuccheri, che spostandosi negli organi di riserva, contribuiscono alla maggiore resistenza ad i rigori invernali, inoltre occorre non sottovalutare i rischi di gelate tardive che possono danneggiare i vigneti potati prima delle cadute delle foglie.

Legatura dei tralci.

La legatura dei tralci si effettua generalmente nella fase di formazione della pianta e successivamente ogni anno, per legare il tralcio a frutto.

Ci si avvale di legacci in gomma, privi di anima metallica e quindi dotati di elasticità, che evita la strozzatura sui tralci e sulle branche interessate.

Meccanizzazione della potatura.

La meccanizzazione della potatura si diffonde sempre piu’ velocemente, sia per la riduzione della  disponibilità di manodopera, e sia per contenere i costi produttivi.

I vigneti allevati a Cordone Speronato, a Cortina Doppia, a Casarsa,  a Cortina Semplice o alberello, sono le forme di allevamento che traggono i migliori vantaggi da una potatura meccanizzata. Gli impianti devono essere predisposti per tali interventi.

Le macchine dovranno avere le lame opportunamente regolate in rapporto alla forma di allevamento, alla lunghezza dei tralci ed alla carica di gemme.

Generalmente dopo il passaggio con la macchina, si effettua una rapida rifinitura manuale, per ridurre il carico di gemme.

Ad agevolare la potatura contribuiscono pure le forbici pneumatiche ed elettriche.

Conclusioni

Oggi la potatura va orientata sulla base degli obiettivi enologici prefissati.

Per ottenere vini di qualità, di norma, si esegue una potatura legnosa  che lasci un adeguato  carico di gemme, ed una potatura verde con la tecnica del diradamento dei grappoli in eccesso rispetto alla massa fogliare, nella fase dell’invaiatura, per garantire gli obiettivi prefissati.

Inoltre un aspetto importante legato all’esecuzione della potatura invernale, riguarda l’aspetto sanitario della vite.

Nel periodo estivo tutti i ceppi che presentano manifestazioni anormali(sintomi di mal dell’esca, o la presenza di varie forme virotiche)

vanno segnate per essere potate separatamente avendo cura di disinfettare gli arnesi, per la loro prossima utilizzazione.

Inoltre è fondamentale che il legno di potatura sospetto venga estratto dal vigneto e bruciato in maniera da ridurre un potenziale infettivo di inoculo delle malattie.

In questo modo si agisce preventivamente contro il mal dell’esca,  oltre che contro alcune virosi. Una buona potatura deve consentire di raggiungere, in ogni ecosistema viticolo, il corretto equilibrio tra vigore vegetativo, la quantità e la qualità della produzione, consentendo il corretto rinnovo della vegetazione attraverso il giusto accumulo delle sostanze di riserva. 

 

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